EQUAL BRIDGE: IL SOCIALE DIVENTA ECONOMIA

IMPRESE SOCIALI E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:
MODIFICARE IL SISTEMA LEGISLATIVO PER UN CONNUBIO POSSIBILE

Rilanciare e incentivare lo sviluppo dell’Economia Sociale e qualificare in modo esaustivo il rapporto tra le imprese sociali e la pubblica amministrazione è un’ottima opportunità per il pubblico e il privato, se ci sarà la volontà di modificare il sistema legislativo attualmente vigente.
Questo è quanto è emerso nell’incontro conclusivo del progetto “EQUAL BRIDGE – Una rete per lo sviluppo dell’Economia Sociale” che, nel documento finale redatto, ha individuato le buone prassi da diffondere, per favorire lo sviluppo economico del cosiddetto “Terzo Settore” e per consolidare l’importanza del ruolo delle imprese sociali nel trovare soluzioni concrete contro l’esclusione sociale, garantendo pari opportunità nel mondo del lavoro.
“Il Terzo Settore è in forte espansione, in dieci anni è praticamente raddoppiato, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga” ha dichiarato Edoardo Patriarca, Consigliere dell’Agenzia per le ONLUS “La sua crescita è frenata dalla legislazione in essere. Il Codice Civile infatti non ne prevede l’esistenza. In più manca anche un dialogo approfondito con il credito bancario, che potrebbe rendere l’Economia Sociale una realtà indipendente nel mercato”.
Ribadita anche l’importanza di un dialogo con il mondo “profit”, per scoprire l’opportunità di nuove sinergie, nel corso dell’incontro è però stata confermata la priorità di mantenere vivi gli obiettivi che hanno permesso la nascita e lo sviluppo del Terzo Settore, in particolare lo spirito di collaborazione e il prevenire i bisogni delle persone, per combattere il disagio e la disparità sociale.
“Uno dei meriti di Equal è che ha insegnato a costruire un sistema articolato favorendo scelte collettive e coinvolgendo attivamente i cittadini” ha detto Vera Marincioni, Direttore Generale delle Politiche per l’orientamento e la formazione del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, mettendo però anche in luce le problematiche attualmente in essere: “La strategia di

Lisbona ha chiamato tutti i Paesi dell’Unione ad essere responsabili nel creare e raggiungere obiettivi condivisi entro il 2010. Entro quella data l’Italia non sarà in grado di raggiungerli. E’ finito il tempo delle sperimentazioni: chi governa ora deve creare veramente dei sistemi, rimboccarsi le maniche e cambiare il modo in cui si gestisce il Paese”.

BRIDGE è il frutto di una Partnership di nove enti, operativi in Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia che, avviando un confronto e una collaborazione sulle attività progettuali Equal svolte nei propri territori, hanno condiviso un importante percorso, di strumenti e pratiche, per agevolare l’attuazione delle politiche sociali in Italia, e per valutare i possibili sviluppi di un’economia sostenibile, prevedendo, appunto, anche il consolidarsi di relazioni tra il sistema Pubblico e Privato.

Il 21 febbraio prossimo, a Roma, si terrà l’incontro finale degli Equal italiani, a cui parteciperanno i partner di tutte le 44 cordate presenti e importanti esponenti del mondo politico ed economico.

Ufficio Stampa
Anna Sbarrai
Tel. 051 223580 – 338 6423335

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