Anche Schwarzenegger scende a fianco di McCain

UNA FINESTRA SUL PIANETA AMERICA

ELEZIONI 2008: I CANDIDATI REPUBBLICANI

HOUSTON, Texas – I candidati alle presidenziali americane hanno cominciato a ritirarsi col ripetersi degli insuccessi e con la consapevolezza che continuare non avrebbe senso. Le campagne elettorali com’e’ noto costano ed è anche per questo che tra i candidati democratici e repubblicani, col passare del tempo, la lista dei ritirati continua ad allungarsi. Dopo il repubblicano Thompson ed in queste ultime ore dopo Giuliani ed il democratico Edwards si è cominciato ad intravedere quale potrebbe essere il possibile scenario finale per ciò che riguarda i due candidati finalisti delle primarie. Intanto, continua anche di pari passo il fenomeno molto importante delle sponsorizzazioni di chi è rimasto ancora in gara.
Tra quelle più importanti quelle dei ritirati che, dichiarandosi per un collega o per l’altro, assicurano che l’elettorato che li sosteneva ora si mette a disposizione di chi continua. Dopo la clamorosa sponsorizzazione d’Obama da parte prima di Oprah Winfrey e poi dei Kennedy è stato McCain, in campo repubblicano, a raccogliere appoggi dei quali si dovrà tener conto perché avranno certamente un impatto sul risultato finale delle primarie. McCain, dopo il sostegno di Giuliani, ha appena finito di conseguire anche il consenso molto importante dal governatore dello Stato della California, la stella del cinema d’azione Arnold Schwarzenegger che, nel porsi accanto al senatore dell’Arizona, ha giustificato la sua iniziativa riconoscendo nell’anziano concorrente, più determinato che mai, che merita di diventare il prossimo presidente perché è un eroe di guerra ed un vero leader. Il poderoso governatore-attore appartiene alla cerchia d’amici della signora Reagan che ha partecipato al dibattito tra i due finalisti repubblicani e l’appoggio della moglie di un’icona intramontabile dei conservatori quale il presidente che fu anche governatore della California è stato il potente corrispettivo alla sponsorizzazione d’Obama da parte di Ted Kennedy. La portata del voto californiano non è da sottovalutare. Se Giuliani aveva fatto l’errore di puntare tutto sulla Florida e’ da tener presente che quest’anno la California, dopo gli anni di Barry Goldwater, sarà nuovamente determinante per la designazione finale di queste primarie a causa dell’alto numero di delegati dei quali potrà disporre. Mitt Romney, dopo le roventi polemiche con il collega di partito, nell’apprendere la notizia ha accusato il colpo visibilmente, credendo d’avere superato ormai abbondantemente il veterano del Vietnam che decise di restare con i compagni di prigionia fino all’ultimo, senza usufruire degli sconti che anche i vietcong avrebbero voluto concedergli in quanto figlio di un’importante personalità militare americana. Con una tattica simile a quella della signora Clinton in campo opposto ha dichiarato d’essere da preferire per la sua esperienza di governatore. Evidentemente, la decisione di Giuliani e di Schwarzenegger è stata in netta controtendenza con le idee di Romney. McCain, per quanto si possa obiettare in fatto della sua adesione alla guerra dell’Iraq che da militare vuole vedere concludere con onore, ha un suo appeal speciale su tutti quegli Americani anche non in divisa che credono che il servizio e le sofferenze patite al servizio del proprio paese siano importanti specialmente per formare il carattere di un uomo che potrebbe dover decidere del destino di milioni di uomini. Che poi tale principio venga condiviso dagli elettori più giovani al primo voto e da tutti quelli che con queste presidenziali vogliono un cambiamento radicale nella politica della Casa Bianca è tutta un’altra storia.

Direttore di INFO USA MAGAZINE

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