Elezioni 2008: TED KENNEDY ED IL SUO CLAN SONO CON OBAMA

Una finestra sul pianeta America

S’e’ trattato di un passaggio ideale della torcia dal grande JFK al Senatore dell’Illinois

HOUSTON, Texas – Dopo la nipote Caroline anche il vecchio Ted Kennedy è sceso a fianco del senatore dell’Illinois che più d’ogni altro candidato suscita speranza per un possibile cambiamento negli Stati Uniti. La scelta adesso è fra il cambiamento promesso da Obama e l’esperienza assicurata da Hillary Clinton.
Anche la signora di ferro dei democratici, pero’, comincia ad essere nuovamente preoccupata dopo il secondo scivolone della South Carolina che ha visto trionfare ancora una volta dopo l’Iowa il paladino delle minoranze e dei giovani.
C’e’ chi, in una disperata ricerca di una giustificazione per questo secondo nuovo incidente di percorso, da' la responsabilità a Bill Clinton, colpevole d’aver preso troppo l’iniziativa nel combattere Obama con uno stile non troppo gradito da molti democratici tra i quali appunto Ted Kennedy che non ha perso l’occasione per fargli notare che sta interferendo troppo nella corsa per la Casa Bianca. Il patriarca della grande famiglia Kennedy ha sottolineato in un uragano d’applausi che Obama non adopera la “brutta politica” degli altri candidati e non “demonizza” gli avversari. Poi lo ha descritto come il presidente ideale per l’America d’oggi, certamente preparato per il difficile compito di ricostruzione e conciliazione nazionale che lo aspetta, dotato di straordinari doni d’attitudine al comando e di carattere degni di un erede ideale di JFK. Ted Kennedy ha tutta l’autorità’ che occorre per lanciare alle stelle e porre sotto i riflettori dell’attenzione dei democratici il primo possibile presidente nero della storia della repubblica stellata americana.
Sulla breccia al Senato da circa cinquant’anni il senatore del Massachussetts è in grado d’attrarre attorno ad Obama la simpatia dell’importante minoranza ispanica e dei membri delle union che sono i due poli senza l’appoggio dei quali è difficile nutrire speranze d’affermazione in questa dura gara che conduce alla guida dell’America ed alla Casa Bianca.
Adesso, dopo questo pronunciamento, ci si attende che Ted Kennedy agisca attivamente nella settimana circa che rimane dal super-martedi nel quale saranno effetuate primarie nelle quali saranno determinanti i delegati, molto piu’ conservatori e quindi filo-clintoniani, ed i caucus d’altri ventiquattro stati nei quali la minoranza ispanica è forte e potrebbe essere quindi molto influente.

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