"Il naso di Cleopatra o il dilemma della laicità ……"

Avv. Carlo Alberto Brusa*

Come al solito noi italiani all'estero siamo spettatori privilegiati del teatro politico, religioso, sociale che l'Italia offre al mondo, forse per dare un po' di allegria alla noia delle società occidentali, come quella francese che si dilettano solo con la telenovela ( e non il Gossip) di Carla e Nicolas.
Dopo le tonnellate di immondizia napoletana che hanno riempito gli schermi dei telegiornali francesi, le informazioni transalpine non hanno dato spazio alla “querelle” della Sapienza, quando invece in Italia, l'opposizione espressa al Papa per il suo intervento all'apertura dell'anno accademico della rinomata Università, sembra aver causato un pandemonio, da far dimenticare la monnezza napoletana.
Questa ennemisa lotta politica e culturale sulla religione e il Papa, appare estremamente importante nel contesto attuale in cui la Chiesa cattolica con Benedetto XVI, grande stratega politico dello Stato Vaticano, cerca di riconquistare credibilità e potere nelle società occidentali maltrattate dal fanatismo musulamano.
Appare quindi ancora una volta quanto sia importante agire sul piano legale, per porre anche in Italia le basi di una vera laicità essenziale per una democrazia moderna.
Ricordo che la Francia ha posto le fondamenta della sua laicità con una legge del 9 dicembre 1905 la quale proclama la libertà di coscienza e la libertà di esercizio dei culti senza riconcoscerne nessuno, senza sovvenzionarne alcuno.
Da un secolo la Francia difende questa posizione e la costituzione del 1958 ha sugellato che la Francia é una Repubblica “laica” che assicura “l'egualianza davanti alla legge di tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza e di religione”.
Il Presidente Sarkozy in uno dei suoi eccessi verbali, segnatamente dopo una religiosità ritrovata soprattutto in seguito all'incontro con la Bruni e il Papa, ha vantato le fondamenta cristiane e cattoliche della società francese.
Ma per evitare un ennesima caduta nei sondaggi di popolarità ha dovuto immediatamente ristabilire la separazione tra lo Stato Francese e le religioni, nonché quella cattolica.
La rivoluzione é stata evitata !
Dopo lo scampato pericolo di ritrovarci con un nuovo imperatore francese incoronato e unto a Reims dal Papa tradizionalista, ritorniamo all'Italia.
La storia dell'Italia non é certamente scindibile dalla storia della chiesa cattolica, ma appare evidente che l'Italia debba vivere un giorno senza essere in permanenza la figlia primogenita della chiesa cattolica e ad essa sottomessa.
Date a Cesare cio' che é di Cesare e date a Dio cio' che é di Dio.
Cristo stesso, nel Vangelo, ha preconizzato la separazione tra le diverse sfere di competenza, quella religiosa e quella dello stato, ciascuna operando con mezzi e fini diversi.
Purtroppo, in Italia, l'interesse dell'elettorato cattolico sembra privilegiare il fatto di mantenere ancora la confusione creatrice di danni terribili sul piano culturale e politico.
L'Italia bigotta é ancora forte e il popolo puo' essere controllato ancora meglio se sottoposto all'influenza del mistero religioso e alle pene dell'inferno.
L'opposizione all'intervento del Papa all'apertura dell'anno accademinco é un messaggio forte da parte di coloro che si battono per una pubblica istruzione laica e moderna, che lasci a ciascuno nella sua sfera personale il diritto di credere o non credere, lasciando libero lo Stato di pensare, di agire, ivi compreso per l'istruzione, in modo laico.
Il cammino verso la modernità é il cammino progressivo della liberazione dell'uomo dal credo religioso il quale non si deve confondere come l'abbandono della spiritualità.
Combattere i fanatismi religiosi vuol dire impedire di erigere ufficialmente una religione in posizione di superiorità ad altre religioni : la laicità dello Stato é il solo baluardo che lo Stato ha sul piano filosofico e politco per evitare il conflitto e offrire le armi per il conflitto al fanatismo religioso.
Infine, il credo cattolico dei politici italiani non é mai stato una garanzia di alta moralità politica.
Quanti sono i politici condannati per corruzione o altri gravi delitti che frenquentavano le Chiese Cattoliche con le meste mogli coperte da veli ?
Quindi, anche per quest'ultimo motivo la laicità si impone e si giustifica.
Credo che per noi Italiani all'estero la problematica del rapporto del religioso con il politico é ormai una questione risolta con l'accettazione senza riserve del principio della laicità.
La Francia, grande paese di emigrazione, ha accolto milioni di persone provenienti da diverse religioni.
Se la laicità dello stato, dell'istruzione e di tutti i grandi servizi pubblici come la giustizia, non fosse stata applicata, questo paese avrebbero vissuto grandi conflitti religiosi.
Invece, la Francia ha saputo costruire une grande Democrazia e une vera Repubblica che permette a ciscuno di trovare lo spazio per vivere la propria religiosità senza imporsi all'altro !
Credo che nessuno voglia rivivere la guerra dei cent'anni.
Quindi date a Cesare cio' che é di Cesare……

Avvocato al Foro di Parigi*
Vice Presidente dell'Associazione “Per un Foro Plurale”
Ex Candidato alle Elezioni per la Camera

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