Lesa Maestà 

di Andrea Ermano

“Dopo lo sconcio della Sapienza ci attendiamo che vengano assunte iniziative per allontanare dall'ateneo i professori ancora in servizio che hanno firmato quel vergognoso manifesto”, ha tuonato testé Maurizio Gasparri. Parole testuali: “allontanare dall'ateneo i professori”.
La vergogna cui accenna l'ex ministro di AN riguarda non il “Manifesto della razza” (roba di tant'anni fa, e beato chi se la ricorda), ma il papa imbronciato dal broncio di alcuni studenti e professori.
Invitato all'inaugurazione dell'Anno Accademico della maggior università italiana, il sommo pontefice ha reagito alle critiche cancellando l'appuntamento, il discorso e la visita. Spedirà il discorso per posta.
Il cardinal vicario, Camillo Ruini, ha invitato i fedeli, in particolare i romani, a “testimoniare il loro affetto verso il Pontefice partecipando in massa all'Angelus”.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha trasmesso a Benedetto XVI una lettera personale per esprimere “sincero, vivo rammarico”, considerando inammissibili “manifestazioni di intolleranza” e i “preannunci offensivi” che hanno determinato “un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno confronto”.
Il ministro Mussi in Parlamento ha profuso anche lui alcune lagrime per esprimere “grande e sincero rammarico”. S'è trattato, secondo il rappresentante del Governo, di un “manifesto errore che spero che l'università italiana non commetterà mai più!”.
Mai più. Insomma, qualcosa di gravissimo è accaduto questi giorni all'Università “La Sapienza” di Roma: un par de mugugni.(ADL)

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