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Per me il voto degli italiani all’estero è un dato acquisito, va salvaguardato

Intervista al Sottosegretario di Stato all’Economia e Finanze Pier Paolo Cento

Gli italiani all’estero sono un po’ preoccupati della poca considerazione che hanno, possiamo dire loro qualcosa in occasione della nuova legge elettorale?

Sono molto onesto. Sono tra coloro che, quando in Parlamento nella scorsa legislatura si parlò e si approvò la legge sul voto degli italiani all’estero, aveva molte perplessità per una serie di ragioni che ovviamente nulla hanno a che vedere con il rispetto, alla stima, l’affetto per i nostri connazionali all’estero. Devo dire che, dopo l’approvazione di quella legge, ormai è un dato acquisito e troverei assolutamente incomprensibile che il Parlamento cancellasse un diritto che ha dato ai nostri connazionali. Quindi, per me il voto degli italiani all’estero è un dato acquisito che, indipendentemente dalla riforma della legge elettorale e dalla eventuale riforma costituzionale, va tutelato e salvaguardato.

Sa che abbiamo tre milioni di italiani nati in Italia sparsi per il mondo?

Infatti, ripeto, per me è un dato acquisito al di là delle mie perplessità iniziali. Credo che questa cosa possa essere assolutamente acquisita nel panorama politico del nostro paese, nel panorama istituzionale.

Poniamo il caso che il nuovo partito di Berlusconi si coalizzi con il partito democratico e decidano di fare una legge elettorale con uno sbarramento severo, magari severissimo, voi come Verdi, come vi porreste, è un rischio la sopravvivenza?

In questi ultimi venti anni, sono cambiate molte leggi elettorali e tutte avevano come obiettivo quello di cancellare anomalie politiche e le voci indipendenti dal Parlamento. Non ci sono riusciti e credo che non ci riuscirebbero neanche questa volta. Se Pd e FI vogliono fare una legge a proprio uso e consumo, noi siamo convinti che in Parlamento si determinerà una maggioranza diversa, trasversale che non farà passare quel disegno.

In quale momento della legislatura ci troviamo?

Credo che ci troviamo in un momento della legislatura in cui il governo è certamente più forte di qualche mese fa. Sta superando bene la prova della finanziaria. Ha assunto una posizione che abbiamo anche criticato, ma una posizione trasparente sul protocollo del welfare ed io credo che questo governo, adesso, debba fare un salto di qualità perché può essere un governo più duraturo e stabile di quello che si racconta negli organi di informazione. Certo la legislatura oggi è ad una svolta dal punto di vista della riforma elettorale e delle riforme istituzionali.

Per quanto le riguarda, ha un sassolino nella scarpa che la fa soffrire?

Io avrei dei serci, some diciamo a Roma, sulla scarpa ma la responsabilità e il fatto che siamo dentro ad una coalizione mi fa tenere le mani in tasca piuttosto che occuparmi di quei serci.

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