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L’on. Picchi: Intervista a doppio senso

Mah…aldilà di tutto c’è un fatto nuovo Dini ha annunciato la necessità di un quadro politico nuovo. Lascio a voi rispondere se sia Prodi il quadro politico nuovo oppure una diversa soluzione di governo. Adesso il welfare. Non sono così sicuro che lì non succederà nulla. Dini e i dissidenti di sinistra annunciano battaglia. Vedremo. Vorrei richiamare però l’attenzione sull’unico fatto certo con cui concordano tutti i commentatori politici del paese e soprattutto la maggioranza dei cittadini ovvero che una situazione di stallo e non-decisione quale quella in cui si trova il Governo Prodi è dannosa per il paese e per i suoi elettori.

Per cui in ogni democrazia compiuta ci sarebbe solo una scelta che una classe politica responsabile che ha a cuore il futuro del paese potrebbe fare ovvero approvare la finanziaria e tornare alla urne. Se gli elettori percepiscono quanto di buono ha fatto il governo lo voteranno se no vanno gli altri.

Quanto al dialogo su riforme costituzionali e legge elettorale ancora una volta si dimostra come la sinistra sia stata irresponsabile a bocciare il referendum costituzionale sulla riforma del centrodestra. Oggi avremmo già meno parlamentari, un premier forte, norme antiribaltone ed un senato federale. Tutte norme oggi in discussione alla Camera. Vuol dire che una classe politica di sinistra ha fatto perdere una grande chance di sviluppo e ammodernamento istituzionale al paese e oggi lo tiene ostaggio di una discussione sugli stessi temi, ma in brutta copia, per non tornare a votare. Sulla legge elettorale mi dispiace deludere gli elettori questa legge sarebbe andata benissimo con il premio di maggioranza nazionale al Senato ed in tal modo il Governo Prodi non sarebbe mai nato. Tutti sanno infatti che al Senato ha vinto di 250000 voti il centrodestra e non Prodi e quindi la non-maggioranza deriva dal fatto di aver preso meno voti.

Le uniche modifiche che apporterei alla legge elettorale consistono nel aggiungere gli eletti all’estero nell’assegnazione del premio di maggioranza alla Camera e il premio nazionale al Senato. Magari uno sbarramento più elevato. Nient’altro.

Quanto agli eletti all’estero la riforma del centrosinistra prevede de facto di eliminarli. Il Senato federale deciderà solo su materie di competenza regionale e quindi non essendo l’estero una regione i 12 senatori esteri decideranno su leggi per la Sicilia o per il Piemonte ma non sui connazionali. E’ una inutile presa in giro. Il fatto di ridurre a 6 i deputati ovvero i membri della Camera che decide dimostra tutta la volontà che ha la sinistra di farci contare qualcosa. La risposta quindi alla sua domanda è che gli italiani all’estero hanno solo da perdere.

In Italia poi non si giura sulla Costituzione e quindi la domanda posta non trova risposta. Certo è che la Suedtiroler Volkspartei avrebbe qualche problema a giurare…e sono alleati della sinistra.

Infine dopo 18 mesi di governo prodi è a tutti evidente non solo l’assenza di un progetto politico compiuto sulla presenza italiana all’estero, se si esclude un po’ di lavoro svolto dalla ministra Bonino che qualcosa di positivo sta facendo. Per i connazionali a parte i safari e qualche storiella non c’è proprio niente. Non si è andati ad intaccare alla radice il problema dei patronati che sono una macchina succhia denaro senza paragoni, i finanziamenti all’associazionismo inesistente – e badate bene non a quello virtuoso che svolge un grande lavoro e che merita tutto il nostro plauso – , non si è toccata la formazione professionale, ma si sono tagliati i servizi consolari, non si finanziano le scuole dove avrebbe senso finanziarle come a Londra e Bruxelles, non si investe sulla Cultura e sulla diffusione della lingua e soprattutto è assente la promozione delle imprese italiane all’estero.

Dire che abbiamo perso 18 mesi è forse dire poco.

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