Creare uno spazio importante nel panorama politico nazionale per l’area dei moderati

Creare uno spazio importante nel panorama politico nazionale per l’area dei moderati

Intervista all’on. Ermina Mazzoni Udc

Ultimamente, nell’Udc, si sente il bisogno dell’on. Tabacci, perché? Per l’esigenza di una nuova spinta ideologica?

Chi rappresenta questa esigenza sicuramente è una persona che esprime il bisogno di dotarsi di intelligenze, di esperienze e di coerenza. La politica ha bisogno di questo e Tabacci credo sia la sintesi di tutte queste cose.

In qualche modo non è stato sempre così. Tabacci è stato messo all’angolo in epoche non sospette insieme a Follini, quando la linea del partito non era proprio affine.

Non è stato messo all’angolo. Ha fatto una scelta e chiaramente non era confuso nella maggioranza. Era un po’, come è sempre stato, una voce fuori dal coro. Oggi, tutto sommato, ci si ritrova di più in maniera maggioritaria su quella linea di autonomia e di indipendenza da parte dell’Udc nei confronti della Casa delle Libertà.

Lo stesso Baccini sembra propendere verso un distacco, in qualche modo, non si capisce ancora quanto doloroso.

Non parliamo distacchi. Noi abbiamo oramai, la cattiva abitudine di immaginare subito lacerazioni e partenze quando sentiamo qualcuno che esprime una opinione. La politica è fatta anche di idee e di confronto delle idee. Noi, forse dell’Udc anche se siamo un piccolo partito, non abbiamo ancora rinunciato alla libertà di espressione. Ognuno rappresenta un pensiero. C’è un filo conduttore comune tra tutti questi esponenti di spicco del nostro partito che è quello di ritenere che si debba creare uno spazio importante nel panorama politico nazionale per l’area dei moderati. Per le forze politiche che rappresentano il pensiero e l’impegno moderato in politica. Poi ci sono delle varianti in relazione al percorso da fare o alle strategie di breve o di medio periodo da adottare per raggiungere questo obiettivo. Ma l’obiettivo è comune.

Lei è per questo, personalmente?

Sicuramente. Io ho la convinzione che dobbiamo riuscire a guadagnarci uno spazio di autonomia maggiore per rivalutare la identità della tradizione che noi portiamo avanti perché non possiamo accettare l’idea che questa possa sbiadire in un contesto di coalizione anche federativo che non corrisponda appieno alle esigenze che ci provengono dalle nostre esperienze, dalla nostra cultura, dal nostro essere cattolici impegnati in politica. Sicuramente sono convinta che questo progetto non sia di facilissima realizzazione e che non sia proprio dietro l’angolo. Credo che sia ancor più difficile perché, questo progetto di centro moderato, non può che nascere confermando la idealità alternativa alla sinistra italiana ed europea. In questo momento, di costruzione ancora molto bipolare per quanto insana ed insalubre del nostro sistema, è difficile immaginare un centro che comunque dichiari la propria netta e convinta alternativa ad una parte.

Come spiega che l’on. Cesa, altri non è che il ventriloquo di Casini? Tabacci stesso ha detto che il segretario dell’Udc è Casini.

Credo che sia improprio oltre che poco dignitoso dare una definizione di questo tipo. E’ abbastanza evidente la costruzione del nostro partito con un leader ed un segretario. Conseguentemente ciascuno svolge il suo ruolo. Il leader è quello che dà soprattutto all’esterno, la linea politica ed è quello che viene seguito dalla maggioranza del partito. Il segretario opera secondo quelle che sono le indicazioni statutarie nella gestione del partito e nella attuazione di questa linea politica che viene data dal leader del partito ma che poi viene assunta democraticamente negli organi del partito. Perlomeno questo è il progetto nel quale noi ci riconosciamo. Poi ci possono essere a volte delle sfasature tra indicazione della linea politica e l’adozione da parte degli organi collegiali. Ma insomma queste sono cose che credo accadano in tutte le buone famiglie, in tutti i partiti.

Cosa pensa del decreto sulla sicurezza?

Per me adesso è ancora un embrione. Deve ancora svilupparsi. Attualmente è uno spot elettorale peraltro sbagliato da un mio punto i vista. Credo che debba essere radicalmente modificato. Sono d’accordo sulla necessità e sull’urgenza di dotare il nostro sistema di strumenti ulteriori per garantire sicurezza ai cittadini. Sono d’accordo che questa sia una delle priorità dell’agenda di governo, non posso pensare che quello che hanno scritto nel decreto, sia veramente la sintesi del progetto di sicurezza del paese. In ogni caso non è il mio progetto sicurezza e quindi, voterò quel provvedimento che uscirà se uscirà totalmente modificato perché c’è bisogno, prima di tutto, di dare coerenza alla implementazione dei controlli attraverso una altrettanta implementazione delle forze dell’ordine e dei loro poteri garantendo anche una adeguata copertura finanziaria che al momento non esiste. C’è bisogno di una disciplina degli ingressi dei cittadini comunitari che ancora non esiste nel nostro paese. Non si può partire dall’espulsione se il governo non ha ancora idea di come regolamentare i flussi di ingresso. Non è possibile immaginare le procedure che sono all’interno di questo provvedimento senza farsi carico di intervenire su alcuni meccanismi di giustizia ordinaria. A tutti quanti i cittadini europei sia comunque offerta la garanzia del rispetto dei diritti fondamentali cose che invece, con questo provvedimento, non si riconosce. Non si può realizzare un progetto di sicurezza sulla spinta di una reazione emotiva e da una forza che viene dalla piazza giustamente risentita. E’ solamente, ripeto, uno spot elettorale e non certo un progetto per garantire sicurezza ai cittadini.

Alle elezioni anche senza modifica della legge elettorale?

Non è questo l’auspicio. Credo che sia utile intervenire sul sistema elettorale. Dovremmo arrivare alle nuove elezioni con una diversa legge elettorale, si potrebbe anche approvare una legge elettorale diversa per andare a votare nella prossima primavera. Affermare la necessità di un diverso sistema elettorale non significa confermare o sostenere la necessità che questo governo duri ancora. Io credo che si debbano fare le due cose, cambiare immediatamente la legge elettorale e andare al voto quanto prima. Questo perché questo governo al di là dei numeri che potrebbero rimanere un fatto marginale solo contabile, non ha la forza del progetto, non ha la forza delle idee per dare le risposte alle tantissime domande urgenti del nostro paese. E’ importante per il nostro paese che questo governo, e ne hanno consapevolezza le stesse espressioni della maggioranza attuale, vada a casa quanto prima altrimenti si correrà il rischio di un aumento esponenziale del grado di inciviltà e di difficoltà che siamo costretti a vivere.

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