“Pinocchio e il grillo parlante”

Ro Pucci dagli USA: “Pinocchio e il grillo parlante”
I politici italiani mandati a quel paese da un comico che ora fa paura

HOUSTON, Texas – Abbiamo assistito con estremo interesse allo scontro che s’è verificato in Italia tra alcuni autorevoli politici di sinistra ed un comico d’assalto e che ha già alle spalle una carriera lunga e resa difficile da avversari molto potenti e poco sportivi che sentendosi l’oggetto delle sue frecciate gli hanno messo il bastone tra le ruote tentando persino di ghettizzarlo. Sembra quindi che il V-day del comico Beppe Grillo, saggio e scomodo come l’omonimo personaggio del capolavoro per l’infanzia di Collodi, abbia avuto per i santoni della politica italiana lo stesso effetto devastante che il D-day ebbe per i nazisti che avevano invaso ed occupata gran parte dell’Europa.
Anche questa volta il comico, dalla petulante parlata ligure alla Govi, al suo Pinocchio di turno non è andato proprio a genio e la politica, vistasi messa alla gogna e, forse ancora di più raggiunta da un potente, organizzato ed autorevole sberleffo di massa ha perso la calma trovandosi fuori guardia ed in una situazione piuttosto inusitata. Il VaffaDay organizzato dal comico contro i coriacei, inossidabili ed eterni rappresentanti della politica italiana, infatti, non era solo urlato dal solito ed isolato comico dalla lingua lunga ma da un coro ben consistente di gente comune che in Italia è ormai stanca d’essere considerata sempre e solo come un elettorato. Incredibile ed autolesionista la reazione di D’Alema, che faceva notare come di quest’azione critica avrebbe finito per avvantaggiarsi Berlusconi, il cavaliere nero che è solito brandire la sua micidiale televisione al posto della spada . E’ evidente che al ministro che in giovane età faceva il contestatore ed il rivoluzionario a tempo pieno quelli che ora contestano contro di lui e contro gli altri politici di carriera non sono più congeniali. Sembra che la protesta gli vada sempre bene ma solo se diretta a colpire molto vantaggiosamente nella direzione dei partiti dell’opposizione e del centrodestra.
E’ stato dunque veramente sconcertante e perfino comico, considerando da quale pulpito giungeva la predica, cercare d’etichettare Grillo col suo blog e la sua manifestazione di piazza come un pericoloso rivoluzionario impegnato in un’azione riprovevole e destabilizzante. La democrazia dovrebbe fondarsi specialmente sulla libera manifestazione del proprio pensiero e questo è quanto il comico genovese ed i suoi hanno fatto salpando proprio come il grande Cristoforo alla scoperta di un nuovo modo di far politica dove chi governa lo fa finalmente per servire e per risolvere i problemi seri e reali della gente che da tempo ormai si sente tradita dai suoi rappresentanti ed ignorata. Ciò di cui Beppe Grillo ed i suoi grillini si sono accorti è che nella percezione comune degli uomini del potere l’elezione ad un seggio al Parlamento e’ una nuova sorta d’investitura per volontà di Dio più che di quella della nazione. I parlamentari italiani, per la maggior parte, sono convinti d’essere titolari d’una carica sacerdotale a vita che è al di fuori ed al di sopra d’ogni discussione e da ogni critica e ciò permetterebbe loro di sottrarsi a tutte quelle limitazioni che sono solite affliggere lo sfortunato italiano comune ed il solito uomo della strada.
Se Grillo ed i suoi proseliti di tutt’Italia rumoreggiano, se ora fanno piani per passare dalla protesta alla politica vera è perché si sono accorti che i servitori del popolo che non accettano critiche e che non vogliono farsi da parte sono forse poco credibili quando sostengono di lavorare per il bene della collettività e per il progresso della Patria.
Tempo addietro quando il celebre attore americano Gregory Peck venne in Italia per girare un film, dopo il suo celebre “Vacanze romane”, gli fu chiesto se a distanza di tanti anni pensava che l’Italia fosse cambiata. Il sornione attore, ormai non più giovane ma ugualmente dotato di un grande spirito d’osservazione e di un ottimo humour, rispose dicendo che secondo lui non era cambiato niente. Quando era venuto la prima volta, infatti, in parlamento c’era il Senatore Giulio Andreotti e, per quanto ne sapeva, lo stesso politico si trovava ancora al suo posto senza che nel frattempo fosse intervenuta alcuna variazione di rilevanza. (Ro Pucci, Direttore InfoUSA/Inform)

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