Intervista all’on. Dario Rivolta

Preferirei un voto per gli italiani all'estero uguale a quello degli italiani in Italia

Onorevole, lei non è più il responsabile di Forza Italia per gli italiani all’estero, che cosa è successo, come mai?

Io ho ricoperto per lunghi anni questo ruolo con impegno ed ho portato il gruppo di azzurri nel mondo e di forza Italia fino alle elezioni. Credo che sia giusto, in ogni tipo di incarico, avere dei ricambi e confesso che l’incarico anche di diventare membro del direttivo nazionale con una particolare delega per la politica estera è stato per me gratificante. Per due motivi allora uno la giusta necessità di un ricambio ogni tanto, secondo questo mio nuovo impegno mi hanno suggerito di dare le dimissioni. E così è avvenuto.

Voci di corridoio vogliono che ci sia stata una certa insoddisfazione non direttamente dovuta al suo impegno ma al comportamento non proprio efficiente di qualcuno.

Diciamo che io stesso nel mio ruolo di Vice Presidente di Azzurri nel mondo e di responsabile degli italiani all’estero per Forza Italia, ho dovuto lottare contro due grandi ostacoli che ho suggerito al mio sostituto. Ottenere cioè garanzie per superarli. I due ostacoli erano l’uno il più grande di tutti, la non disponibilità di mezzi economici da parte di nessuno a favore di questa organizzazione io ho dovuto sempre fare le nozze con i fichi secchi come si usa dire e l’altro era un rinnovamento anche di chi collaborava con Azzurri nel mondo. Perché anche lì è giusto che non ci fossilizzi e che si abbia sempre a fianco della esperienza maturata anche delle forze fresche nuove.

Quindi, al momento chi è il responsabile?

L’on. Valentino Valentini.

E’ una carica momentanea o definitiva?

Mi risulta che lui sia stato nominato. Credo che abbia chiesto un certo periodo di tempo per verificare la sua possibilità di ricoprire il ruolo quindi, immagino che a breve, se non è già stato fatto, Valentino Valentini scioglierà la sua riserva e dichiarerà se accetta di rivestire questo incarico oppure no.

Siamo alla resa dei conti per quanto riguarda il futuro degli italiani all’estero a parte le cose dette e ridette, le volontà negative di qualcuno che non li vorrebbero più, ma è vero o non è vero che nell’aria circola qualcosa contro?

Si. Non c’è una unanimità di sostegno a favore degli italiani all’estero. Ma io credo che il vizio di fondo sia nella creazione della circoscrizione estero. Le dico la verità, ho sempre ritenuto che il voto per gli italiani che risiedono all’estero dovesse essere a tutti gli effetti, magari fatto per corrispondenza, uguale al voto degli italiani che risiedono in Italia. Con lo stesso peso e con la stessa pregnanza di legami sul territorio. La circoscrizione estero ha creato una sorta di riserva indiana dove i voti degli italiani all’estero sono congelati in un numero ristretto di parlamentari. Io non credo che questo sia la soluzione migliore. Comunque questa è stata la volontà della maggioranza del parlamento che ha addirittura modificato la Costituzione. Questa è volontà sovrana e per quanto mi riguarda la volontà sovrana espressa dal parlamento non deve essere toccata. E’ vero, viceversa, che qualcuno continua a mettere in discussione l’effettività del diritto di voto degli italiani all’estero e qualcuno lo fa in una maniera anche che a me sembra ibrida che non condivido. Lo fa mantenendo l’idea della circoscrizione estero come idea ma ipotizzando che i candidati possano essere anche dei residenti in Italia e non solo i residenti all’estero. Secondo me questo aggiungerebbe danno al danno perché se c’è una cosa importante e positiva nel fatto che ci sia la circoscrizione estero e che i candidati debbano essere per forza residenti all’estero. I deputati e i senatori che noi abbiamo portato nel nostro parlamento sono persone sicuramente italiane come nazionalità e come cultura di base ma che, alla cultura di base italiana, hanno saputo aggiungere, a causa della loro vita all’estero, testimonianze diverse. Allora, il vantaggio di questi parlamentari eletti all’estero è proprio quello di portare, dentro il parlamento, una possibilità di guardare alle cose con l’esperienza acquisita in altri paesi. Ora, se noi manteniamo la circoscrizione esteri, quindi la riserva indiana, ma addirittura consentiamo che questa circoscrizione possa essere riempita da nomi di non residenti, a patto che vanga modificato il metodo elettorale, rischiamo di eleggere esponenti che finiranno con non occuparsi degli italiani all’estero. Comunque, se si ottenesse questo risultato che qualcuno ipotizza, noi perderemmo anche quel vantaggio che è dovuto alla esperienza di aver vissuto all’estero per un tempo lungo e continuativo.

Senta, lei gode fama di dire quello che pensa, allo stato delle cose, cosa si sentirebbe di consigliare agli italiani all’estero? In cosa devono sperare?

Se dovessi dare un consiglio agli italiani all’estero sarebbe quello di rivendicare la loro volontà di partecipare alle elezioni politiche come un qualunque altro cittadino italiano e non come un componente di una riserva indiana. Sui tempi lunghi, chiedere che il voto della circoscrizione esteri si trasformi in un voto nel collegio in cui si è iscritti all’AIRE o con voto nel collegio di origine in modo da poter essere individualmente determinanti come un qualunque altro cittadino italiano per la normale gestione della vita italiana. Dopo di che, in questa ipotesi, io credo che nei collegi dove c’è tanta emigrazione sarà l’interesse anche di partiti candidare qualcuno che venga dall’estero quindi che sia residente all’estero per poter raccogliere il massimo dei consensi.

Per l’aria che tira anche a livello nazionale, da uno a dieci, quali sono le speranze dei nostri connazionali?

Così come stanno le cose, per la situazione politica contingente italiana, nessuno può pensare oggi di mettere in discussione il voto nel suo concetto base. Una modifica alla legge elettorale è invece tecnicamente possibile ma io auspicherei, al 60%, che si trattasse di interventi di carattere tecnico solo per migliorare l’esercizio del voto. L’esperienza ci ha insegnato che le prime votazioni si sono prestate ad imbrogli e questo si può evitare che si riverifichi ancora.

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