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Le prime avvisaglie, di un preludio che non rassicura

Al referendum propositivo prossimo vincerà il NO. A dirlo, anche se non in modo esplicito, è l’on. Silvio Berlusconi. Quando non scende in campo, significa che, a suo parere, la partita è persa. Stesso atteggiamento tenne alle elezioni regionali quando la “batosta” consegnò la regione Lazio al centrosinistra. Storace attribuì all’atteggiamento di astensione del Cavaliere, una sconfitta che, a suo parere, si sarebbe potuta evitare. Poi, però, fu nominato ministro della Salute a titolo di risarcimentoMa, in ogni caso, il referendum è stato svilito, non a caso, di ogni significato politico sia da destra che da sinistra a scanso di equivoci e spiacevoli ripercussioni.L’aria che tira è quella dello scirocco. Se pioverà, pioverà sul bagnato. La prossima manovra finanziaria non si sa quali sacrifici e ristrettezze proporrà, quali categorie colpirà. La parola d'ordine è risparmio, taglio, riduzione se non azzeramento di ogni spreco. Intanto, l’esercito degli addetti al governo ammonta a 102 unità. E’ un ulteriore sforzo economico, un espediente “omeopatico” per curare una brutta patologia? Stesso rimedio omeopatico, si teme, venga applicato per quanti provengono da anni di indigenze, di precariato ed incertezze. Esausti, logorati dalla disistima di sé stessi e dalla paura di un futuro prossimo opaco.Il Paese invecchia, la rendita economica delle famiglie è ai minimi storici, il lavoro manca.Se ad un cittadino, in tale situazione, sconvolto dai sacrifici, verranno richieste ulteriori rinunce affinché egli paradossalmente stia meglio, allora, il suo atteggiamento non potrà essere che di rifiuto.Cosa dire della novità dell’anno inerente gli italiani all’estero? Essi hanno votato per la prima volta alle politiche scorse e ritorneranno a votare per il referendum. Ecco che, l’interesse per questo elettore lontano, diviene massimo e “conveniente” per tutte le forze politiche. Il vice ministro Franco Danieli ha denunciato questo atteggiamento opportunistico: «Non è possibile – ha detto – che si parli dell’Italia nel mondo solo quando vi sono delle elezioni o in presenza di qualche evento eccezionale», senza contare la censura che questi ha notificato al CDR di Rai international per garantire l’informazione ai connazionali all’estero.Tra tante contingenze, c’è chi ha il tempo e la voglia di spendersi in interrogazioni parlamentari, statuto alla mano, chiedendo che i parlamentari continuino ad essere appellati “onorevoli” e non semplicemente “deputati”. Fu il Presidente della Camera on. Bertinotti a ritenere che bastasse l’aggettivo di deputato più consono ad individuare un parlamentare. Certo che, l’on. Gerardo Bianco, autore di questa frivolezza, non si può certo dire avesse altro di meglio, ma soprattutto di serio, da fare. Egli si accontenterà di essere appellato “onorevole deputato”.Tra tante contingenze, sembra addirittura suggestivo che la discussione sulle quote rosa tenga ancora banco, più o meno, in ogni settore degli emicicli. Falso problema. Quando un giorno il Parlamento sarà composto dal 100% di uomini o dal 100% di donne e nessuno di chiederà perché né come mai, allora, vorrà dire che il problema sarà superato. Oggi, non esiste quella maturità di fondo che possa consentire di digerire con “normalità” la questione. E’ meglio farla finita, anzi, è più dignitoso riconoscere il limite piuttosto che farne una questione politica solo apparente. Nessuno, né a destra, né sinistra “gradisce” che le donne assurgano alla dignità dello scranno alla pari di un uomo. Punto.Cosa dire a proposito del ministro Ferrero a proposito delle “stanze del buco” dove, sotto controllo ed in sicurezza, i tossicodipendenti possono drogarsi in tutta tranquillità? Anche per questo è stata presentata una interrogazione. Nel frattempo, però, siamo in attesa del taglio del cuneo fiscale, di 600 euro in più all’anno in busta paga; dei contributi previdenziali sul lavoro precario e l’abolizione di tipologie contrattuali bizzarre e singolari quali lo staff leasing e lo job on call; la riforma del catasto e la detassazione degli affitti a mezzo canone “concordato”; gli aiuti alle famiglie in relazione al reddito; 200 euro mensili per ogni figlio a partire dalla nascita fino ai 18 anni; 3000 asili nido entro 5 anni, e questo per citare solo alcuni tra i punti più importanti del programma di governo. Quel cittadino esausto e stanco, aspetta, con molta ansia, di essere rifocillato, accudito. Confida nell’immediato miglioramento delle sue condizioni. Perciò, non nuovi ed ulteriori sacrifici, non restrizioni gli vengano proposte. A chi è appena reduce da una trincea, magari salvo per miracolo, non può esser chiesto di fare ritorno al campo di battaglia senza essersi ripreso almeno un minimo.

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