FOAD AUDI intervista

Giovanna Canzano

intervista

FOAD AUDI

(Presidente Co-mai, comunità del mondo arabo in Italia

e Presidente del movimento Uniti per Unire Roma)

“Not in my name”

21.1.2015

Canzano – Perché è stata convocata questa conferenza stampa dal titolo: “Not in my name”, dopo i fatti di Parigi e proprio nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI)?

FOAD AUDI – E’ stata convocata oggi dalla Co.Mai e dalla Comunità del Mondo Arabo in Italia per dire NO al terrorismo, NO alla violenza, SI alla libertà di espressione e NO con fermezza alla libertà di provocare e di insultare. Siamo a favore del dialogo inter-culturale, inter-religioso e ed alla convivenza pacifica, SI ad una legge sull’immigrazione europea e italiana, e, SI ad una regolarizzazione per tutto quel che riguarda le moschee, le religioni, ed il dialogo interculturale. Ringrazio la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), che ci ha ospitato.

CANZANO – Questi atti di terrorismo, vengono fatti spesso nel nome di una religione, come anche quelli dell’Irlanda del Nord, e, questi odierni, nel nome dell’Islam. Sono da condannare? Le religioni dovrebbero unire i popoli e non formentare l’odio per la parte del mondo che invece, o professa un’altra religione, oppure si dichiara laica?

FOAD AUDI – La religione in questo non ci deve entrare e noi condanniamo assolutamente tutti quelli che utilizzano l’islam nel nome del terrorismo. Questi gruppi cercano delle persone con difficoltà economica o emarginate e con problemi sociali, per farle arruolare con loro . L’islam è una cosa diversa dal terrorismo per questo non siamo d’accordo all’abbinamento ISLAM-TERRORISMO. Noi vogliamo invece, assolutamente una legge sull’immigrazione e sicurezza.

Link video intervista

“Not in my name” Conferenza Stampa Co.Mai

Nella conferenza stampa organizzata dal Movimento internazionale Uniti per Unire, e il Giornale online La Svolta, nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana a Roma dalla Co-mai, la Comunità del mondo arabo in Italia dal titolo “Not in my name”, sono stati riportati alcuni punti importanti del manifesto-proposte:

Sì ad un albo per gli imam italiani, affinché la loro preghiera sia anche in lingua italiana e a una maggiore collaborazione tra le moschee e le istituzioni;

sì ad una legge italiana e europea per il controllo dell’immigrazione;

no alla libertà di insultare e provocare, a qualsiasi strumentalizzazione dell’Islam, del terrorismo e dell’immigrazione per fini politici, elettorali o visibilità mediatica”.

Un documento in dieci punti elaborato in collaborazione con la maggior parte delle comunità arabe e musulmane dislocate sul territorio nazionale per prendere le distanze dal terrorismo e dalla violenza, dopo i drammatici fatti di Parigi.

Il Presidente Co-mai, comunità del mondo arabo in Italia e Presidente del movimento Uniti per Unire Roma Foad Audi ha tenuto ad affermare nel suo intervento: “No alle moschee fai da te che danneggiano i musulmani, perché nessuno si deve svegliarsi la mattina e mettere su una moschea con regolamenti poco chiari, e no alle provocazioni di Salvini, che è la persona più pericolosa politicamente in Italia, che soffia sul fuoco, fomentando l’odio e la paura nei confronti dei musulmani e degli arabi”.

Come moderatore, ha partecipato anche il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Franco Siddi, affermando che: “L’informazione è al servizio della libertà di tutti i cittadini e la satira è una delle tante espressioni dell’informazione, che va realizzata nel rispetto della dignità delle persone”.

L’ambasciatore della Lega Araba in Italia, Youssef Nassif Hitti, ha detto: “Siamo noi le prime vittime di quanto sta accadendo nel mondo”, parlando davanti ai rappresentati delle ambasciate di Yemen, Arabia Saudita, Palestina, Egitto e Lega araba”.

Tra le proposte del Manifesto “Not in my name”, c’è anche la riattivazione delle consulte regionali e nazionali per le Comunità e le Associazioni arabe musulmane e di origine straniera per favorire la collaborazione tra le istituzioni. Prioritaria poi per la creazione di un albo per gli imam italiani.

Il documento, è stato approvato anche dai ministri Alfano, Gentiloni e dal premier Renzi, come ci ha spiegato Aodi. La Co-mai chiede maggiore cooperazione – anche economica – tra i Paesi di origine degli immigrati e Paesi ospitanti, ma anche tra Paesi arabi e euro-mediterranei e Onu.

© Giovanna Canzano – Tutti i diritti riservati 2015

www.giovannnacanzano.it

gcanzano@giovannacanzano.it

tel. 338.3275925

Lascia un commento